AI Act: cosa cambia per le imprese con il Digital Omnibus

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un atteso accordo politico su alcuni dei punti chiave della proposta COM/2025/836 del Digital Omnibus, che si riferisce all’ambito dell’intelligenza artificiale e, in particolare, all’AI Act, il regolamento europeo 2024/1689 che disciplina lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di AI.

L’AI ACT si trova al centro di un dibattito piuttosto acceso. In seguito alla sua entrata in vigore, a partire dall’agosto 2024, le imprese e professionisti hanno iniziato a mettere in pratica le indicazioni del regolamento, incontrando però limiti applicativi concreti e difficoltà operative.

La proposta, quindi interviene proprio su questi nodi, introducendo semplificazioni estese alle Small Mid-Cap, regole più chiare su bias e dati sensibili, nuovi divieti, una modifica delle scadenze e un ruolo rafforzato dell’AI Office nella vigilanza sui sistemi più complessi.

Che cos’è il Digital Omnibus

Il Digital Omnibus è un pacchetto legislativo della Commissione europea che mira a intervenire su regolamenti e direttive in materia di digitale già in vigore per razionalizzarne il funzionamento e ridurre gli oneri amministrativi a carico di imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni.

Questo si inserisce nel più ampia strategia intrapresa dalla Commissione europea volta a semplificare e consolidare l’aquis digitale, ossia il corposo insieme di norme e regolamenti in ambito digitale con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’Unione Europea nel contesto globale.

Cosa prevede il Digital Omnibus per l’AI Act?

Il Digital Omnibus in ambito AI, che diventerà legge solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE, prevede di introdurre i seguenti cambiamenti in relazione all’AI ACT:

Semplificazioni estese alle Small Mid-Cap

Le agevolazioni già previste per le PMI, come documentazione tecnica ridotta (artt. 11 e 17) e sanzioni proporzionate, si applicano ora anche alle piccole imprese a media capitalizzazione, le cosiddette Small Mid-Cap.

AI Literacy: entrano in campo anche le istituzioni

L’obbligo di promuovere la formazione sull’Intelligenza artificiale non ricade più solo su fornitori e deployer. Le istituzioni, la Commissione europea e Stati membri dovranno attivarsi con programmi e strumenti concreti, ma la responsabilità operativa interna resta in capo alle imprese.

Bias e dati sensibili: un vuoto normativo colmato

Il nuovo art. 4-bis consente ai fornitori di sistemi AI ad alto rischio di trattare categorie particolari di dati per rilevare e correggere bias algoritmici, con obbligo di pseudonimizzazione e cancellazione successiva. Le tutele GDPR restano pienamente applicabili.

Nuovi divieti: nudificazione e materiale sintetico su minori

L’art. 5 vieta esplicitamente sistemi AI capaci di generare materiale sessualmente esplicito di persone riconoscibili senza consenso, e qualsiasi contenuto sessuale sintetico che coinvolga minori. I fornitori devono implementare misure tecniche per prevenire questi usi.

Scadenze flessibili, non eliminate

Gli obblighi per i sistemi ad alto rischio non scattano più rigidamente il 2 agosto 2026, ma sono subordinati alla disponibilità di norme armonizzate o orientamenti della Commissione.

Sono state però definite delle date limite:

  • 2 dicembre 2027 (Allegato III);
  • 2 agosto 2028 (Allegato I).

AI Office: vigilanza diretta sui sistemi più complessi

L’AI Office assume competenza esclusiva di vigilanza sui sistemi GPAI verticalmente integrati e sui sistemi incorporati in piattaforme di grandi dimensioni già sotto la lente del DSA (VLOP e VLOSE), con possibilità di condurre valutazioni di conformità prima dell’entrata nel mercato.

Come prepararsi all’AI Act

Il Digital Omnibus introduce cambiamenti significativi per chiunque sviluppi sistemi AI o li utilizzi nei propri processi aziendali.

L’introduzione di una flessibilità delle scadenze non riduce l’urgenza: i percorsi di adeguamento richiedono tempo strutturale. Attendere l’avvicinarsi delle scadenze espone al rischio concreto di non riuscire a completare il percorso in modo conforme, con i conseguenti rischi di sanzioni.

A questo si aggiunge l’obbligo di AI Literacy, già in vigore da Febbraio 2025, che rimane una previsione da rispettare: anche la formazione interna richiede pianificazione in base a livello di conoscenza e non si improvvisa a ridosso delle scadenze.

Un processo di compliance efficace parte dalla mappatura dei sistemi AI in uso (interni, integrati nei prodotti o forniti da terze parti) e da un assessment che consenta di individuare il ruolo svolto dall’impresa, la relativa fascia di rischio e le azioni prioritarie, in modo da poter procedere con un adeguamento documentale e procedurale e formazione del personale coinvolto. Si tratta di attività che richiedono competenze integrate: giuridiche, tecnologiche e di governance.

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Domande frequenti

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